Criticità applicazione Google Meet

L’applicazione Meet per le videoconferenze non fa parte del gruppo di app ( gmail, drive, documenti, fogli , presentazione, disegni) integrati nella piattaforma Classroom; visto il periodo, Google ha deciso di sbloccare l’applicazione per videoconferenze in modo da venir incontro alle esigenze della comunità scolastica .

Fino ad oggi sono state effettuate 3619 sessioni di videoconferenza con 895 codici riunioni per una durata media di 1h; è evidente che in molte riunioni video sono stati “riciclati” codici generati in sessioni precedenti.

Agli studenti è stata bloccata la possibilità di generare sessioni di videoconferenza, ma possono “riciclare” i codici riunione utilizzati con i docenti e utilizzarli in attività anche con persone esterne all’organizzazione “SARROCCHI”.

E’ chiaro che Meet nasce per una videoconferenza di tipo professionale, dove un codice alfanumerico a 10 cifre garantisce, secondo Google, riservatezza e privacy della comunicazione.

Divulgare  il “codice riunione” a persone esterne alla classe  può aprire la possibilità a intrusioni durante la Videoconferenza, anche se la partecipazione deve essere comunque accettata almeno una prima volta da un membro ufficialmente invitato.

Per questo Google ha aggiornato l’applicazione Google Hangouts Meet per venire incontro (parzialmente!) alle esigenze degli insegnanti.

Comunque la scuola “Sarrocchi” ha aperto un ticket di assistenza con Google con richiesta di attivare l’opzione  “blocco partecipanti” in modo da restringere la partecipazione alle videoconferenze ai solo membri autorizzati, come ad esempio  un gruppo classroom; ma al momento non ci sono novità in merito.

Si invita a leggere l’articolo google-hangouts-meet-si-aggiorna-per-dare-agli-insegnanti-piu-controllo-sulle-chiamate